Nel prossimo mese di giugno la mia scuola rimarrà chiusa per 4 giorni perché sede di seggio elettorale. Il dirigente ha comunicato in una circolare che tutto il personale dovrà essere presente nella succursale per svolgere l’orario che avrebbe dovuto osservare nei giorni di chiusura. C’è la possibilità di contestare questa decisione?
Poiché – a nostro avviso – le disposizioni del dirigente non trovano alcun riscontro normativo, precisiamo che:
1. nelle sedi individuate come seggio elettorale, il servizio scolastico è interrotto;
2. il personale è –di norma – dispensato dagli impegni abituali fino alla ripresa delle normali attività, salvo gli impegni già programmati e deliberati dagli organi competenti (come, ad esempio, le riunioni del Collegio dei docenti o dei consigli di classe).
Ribadiamo infine che di fronte a disposizioni ritenute illegittime, il personale (ai sensi dell’art. 146, comma 1, lettera g/2 del CCNL) ha il diritto di chiedere un ordine di servizio scritto che –una volta eseguito- potrà essere contestato nelle sedi competenti.
Nota bene.
L’art. 146 del CCNL sopra citato dispone che -nel comparto scuola- trova applicazione l’art. 17 del DPR n° 3/1957 (Limiti al dovere verso il superiore), che riportiamo integralmente:
“L’impiegato, al quale, dal proprio superiore, venga impartito un ordine che egli ritenga palesemente illegittimo, deve farne rimostranza allo stesso superiore, dichiarandone le ragioni. Se l’ordine è rinnovato per iscritto, l’impiegato ha il dovere di darvi esecuzione. L’impiegato non deve comunque eseguire l’ordine del superiore quando l’atto sia vietato dalla legge penale”.